La rivoluzione fragile degli Yuppie Flu

11 06 2008

Qualcosa si è mosso pure in Italia, mentre ero in letargo, e se non era per i miei prodi commentatori rischiavo pure di non accorgermene. Protagonisti gli Yuppie Flu e – particolare non secondario – la loro etichetta discografica, la Homesleep Music, una delle realtà storiche della discografia indipendente italiana.

“Fragile forest” è il titolo del loro nuovo album, che viene distribuito attraverso una strategia di “direct marketing” che rimanda immediatamente a Radiohead e Nine Inch Nails. Se andate sul loro sito internet, infatti, potete scaricare l’album in formato mp3 pagando quello che volete (anche zero). Eventualmente, per 15 Euro, vi arriva pure un cd in edizione limitata a casa. E se ne aggiungete altri 10, e quindi andiamo a 25 Euro, vi danno pure la maglietta. 

Sono combattuto, nel giudizio. Da un lato la scelta è evidentemente coraggiosa. Se non altro perchè sono la seconda band italiana (dopo gli Elio e le Storie Tese) che attraversa il confine della rivoluzione discografica. D’altro canto però – non me ne vogliano né gli Yuppie Flu né i loro fan – rimango un po’ perplesso di fronte ad alcuni piccoli dettagli che rendono questa scelta un po’ timida e – posso? – paracula. 

Mi spiego. Innanzitutto, a differenza di quanto hanno fatto Radiohead, Nine Inch Nails, Saul Williams, Kristin Hersh e Jill Sobule, tanto per dirne cinque, gli Yuppie Flu se la sono tenuta ben stretta, la loro casa discografica. Particolare non da poco, dicevamo. Siamo in presenza di una nuova strategia discografica di un etichetta indipendente, quindi, non di una band che si sostituisce ad essa. Band che, per inciso, nasconde l’etichetta sotto la sottana (difatti sull’homepage del sito della band non c’è traccia della parola Homesleep).

Altra cosina che disturba un po’: se selezioni l’opzione “decidi tu il prezzo”, la casellina del prezzo è già riempita con un 5 Euro che rappresenta il “prezzo consigliato” dalla band ( o dall’etichetta, fate voi). Mah. Se “decido io”, voglio decidere veramente, senza consigli. Grazie. Altrimenti il messaggio che fate passare è che scrivere “zero” in quella casellina sia da pezzenti. Concetto che viene ribadito ancora più chiaramente nella sezione delle faq. Cito testualmente:

Posso scaricare il disco in formato MP3 gratis; perchè mai dovrei comprare il CD?
Perchè il CD è una edizione speciale limitata in formato 12cm*16cm con copertina in cartone stampata a colori in quadricromia. Contiene un libretto illustrato da Gabbo (il nostro bassista) e tutti i testi delle canzoni. Il CD “suona” meglio degli MP3 che sono un formato digitale compresso. Il CD lo puoi toccare, annusare (senza esagerare) e financo leccare. Insomma il CD è sexy, gli MP3 sono sporchi, brutti e cattivi. Soprattutto cattivi.

Che è come se Robespierre avesse detto: “Assalta pure la Bastiglia, ma secondo me Luigi XVI è sexy, mentre la Repubblica è sporca, brutta e cattiva. Soprattutto cattiva.”

Dicevo: niente contro gli Yuppie Flu, per carità. Ma se sta cosa l’avessero fatta gli U2 e la Universal non credo sarei il solo a parlare di una..ehm…marchetta…

 


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4 responses

11 06 2008
gian

miii come sei cattivo, però!

11 06 2008
rockonomics

dai, cattivo no…un po’ critichino😉

11 06 2008
robida

Condivido abbastanza.

Anche se sul primo punto credo di poter precisare che gli Yuppie Flu sono molto coinvolti all’interno di Homesleep (nelle persone di più d’un componente, credo) ed è uno dei rari casi (non rari in Italia) in cui la distinzione tra etichetta e artista funziona fino ad un certo punto.

Ma a maggior ragione forse si poteva pretendere un pò più di briglie sciolte.

La cosa che paradossalmente mi lascia più perplesso è che stavolta non è stato fatto granchè per rinnovare la formula-radiohead…
Insomma, da sempre anche artisticamente, gli Yuppie Flu sono destinati a “carpire” dalle esperienze estere aggiungendo poco altro.

Vabbè. In definitiva ste iniziative dovremmo sempre e solo applaudirle in effetti.

11 06 2008
rockonomics

Piccola precisazione.
Non ho niente da dire su chi vende gli mp3 a (un prezzo consigliato di) 5 Euro i cd a 15 Euro e le magliette a 10 Euro. Peraltro invitando esplicitamente a non accontentarsi degli mp3, che sono “cattivi” ( e ti credo, a un bitrate di 160).
Semplicemente, mi pare che il caso di Radiohead e Nine Inch Nails sia ben diverso (niente etichetta, mp3 gratis senza “consigli”).
Che poi, alla Homesleep, si siano dimostrati più lungimiranti, veloci e abili di altri nell’approfittare dell’effetto mediatico di In Rainbows, beh…anche questo è vero. Ma è tutto qua. Purtroppo.

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