Dall’altra parte della barricata

10 12 2007

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Anche oggi avrei voglia di parlare di nuova discografia, di artisti rivoluzionari, di musica gratis, di celestial juke box. Di futuro, insomma. Ma se c’è un periodo in cui è utile ed interessante rivolgere lo sguardo dall’altra parte della barricata – in direzione della discografia tradizionale, per intenderci – beh… il periodo natalizio è quello migliore. Tra l’8 e il 25 Dicembre, infatti, accade un miracolo tipo quello della liquefazione del sangue di San Gennaro: la musica torna ad essere un bene tangibile, un oggetto.  Il motivo è fin troppo banale: bisogna fare dei regali e si devono tirar fuori venti euro, come minimo, anche per persone di cui ce ne frega poco e di cui a  malapena conosciamo gusti e passioni. Cosa c’è di migliore di un cd? Per essere un regalo, costa relativamente poco. E’ affidabile (se non si conoscono i gusti musicali della persona cui vogliamo regalarlo, basta una telefonata a congiunti, fidanzati/e, amici ).  E fa la sua scena, soprattutto se è un doppio, o un edizione deluxe. D’altra parte, mica vorrete regalare alla sorella della fidanzata un cd masterizzato o, peggio ancora, comprato sulla bancarella di un cinese?!

Inutile dire che per l’agonizzante panorama discografico attuale è un’ottima occasione (forse l’unica dell’anno) per far cassa. Le parole d’ordine sono tre: minimizzare i costi; annullare il rischio; massimizzare i profitti. Il risultato sono i greatest hits. Minimizzano i costi, in quanto, essendo composti di materiale di repertorio, non necessitano di alcuna registrazione; annullano il rischio, perchè, a differenza delle nuove uscite, non c’è l’incognita sul livello di gradimento dei brani; massimizzano i profitti perchè sono composti dai brani più famosi di artisti noti. Se hanno già venduto, perchè non dovrebbero rivendere?

Il Natale 2007 non solo non fa eccezione, ma – come elenca minuziosamente Claudio Ferrante sul suo blog – pare amplificare ulteriormente questa tendenza: Eros Ramazzotti  esce con un doppio Best, Gianni Morandi con un triplo, Gigi D’Alessio con un quadruplo, e poi ancora Gianna Nannini, Zucchero, Ligabue, Andrea Bocelli, Spice Girls. E come se non bastasse, ecco i live (che non sono altro che greatest hits mascherati) di Laura Pausini, Giovanni Allevi, Francesco De Gregori, REM e Miguel Bosè.

Che dire? Che probabilmente ci faranno un bel po’ di soldi e quindi hanno ragione loro. E che se questo è l’unico modo per sfamare il pachiderma della discografia senza licenziare della gente, ben venga. Ma è sconfortante pensare che di fronte a una vera e propria rivoluzione del mercato in cui operano la loro risposta sia tutta qua: è, per capirci, un po’ come rispondere alla crisi della politica rispolverando la Democrazia Cristiana. Claudio Ferrante chiude il suo intervento augurandosi che “regalare un disco a Natale sia ancora contemplato, almeno quest’anno. Per il Natale 2008 è ancora tutto da vedere.” Tanti auguri, cari i miei discografici. Mi sa che ne avrete bisogno.


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2 responses

10 12 2007
angela

e io che pensavo di chiedere a Babbo Natale Raffica Carrà…. magari gli scrivo una letterina!

10 12 2007
rockonomics

So per certo che Babbo Natale scarica musica da internet…occhio a mandargli lettere che poi arriva la finanza…

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