Musica gratis. O quasi

28 11 2007

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Se c’è un “dunque” a cui arrivare, in questa traversata nel deserto della discografia,  quello è senza dubbio la fine della musica come bene a pagamento. O la fine della musica e punto, per i più pessimisti. Inguaribili ottimisti come siamo, non prendiamo nemmeno in considerazione la seconda ipotesi. Ma con l’ultimo barlume di realismo che ci rimane, proviamo a fare le pulci alla prima. “Non ci sono pasti gratis”, mi rammenta la mia fidanzata-economista, citando il celebre slogan dei monetaristi di Chicago, ogni volta che le racconto di quel che ho scoperto in rete sulla nuova discografia creativa. E anche Chris Anderson, autore de “La coda lunga”, che attualmente sta scrivendo un saggio dall’emblematico titolo “Free” sull’economia del dono, ricorda che ciò che viene definito come gratis, quasi sempre “non lo è del tutto, ma abbastanza per dar fuoco all’immaginazione”.

Gratis o quasi gratis, ce ne sono parecchi di fiammiferi che danno fuoco all’immaginazione, nell’attuale mercato musicale. Tre casi su tutti. Due stranieri e uno a casa nostra.

Il primo si chiama We7, è di proprieta di quella volpaccia di Peter Gabriel, il capostipite della specie musicista-imprenditore. “Free music downloads” recita eloquente il disclaimer del sito. We7, in poche parole, si presenta come una “free music community” – e sono  già due “free” in due righe – dalla quale si potrà scaricare gratuitamente e legalmente la musica del nostro artista preferito. Offre la pubblicità, sottoforma di un breve spot all’inizio della canzone, che remunera l’artista e la casa discografica. Il principio, in pratica, è quello di Canale 5.

Il secondo si chiama RCRD LBL, codice fiscale di Record Label, ed è di proprietà di un altro volpone, ossia Josh Deutsch proprietario della Downtown Records e pigmaglione di gente come gli Gnarls Barkley e i Cold War Kids. RCRD LBL si fonda interamente sulla reputazione di Mr.Deutsch. Il minimo comune denominatore di ciò che propone è che piace a lui. Coerentemente, la struttura è quella di un blog personale. Anche qui, offrono gli inserzionisti.

Il terzo esempio, quello paisà, si chiama Downlovers e ricalca quasi completamente l’esempio di We7. Qualche differenza però c’è: le canzoni sono in formato Wav e non Mp3 e quindi sono scaricabili solo su PC e non su Mac. Inoltre sono protette dal Drm- cosa che non avviene in We7 e in RCRD LBL – e quindi non possono essere masterizzate. In compenso, lo spottone dell’azienda che ti regala la musica te lo vedi mentri scarichi la canzone, ma la registrazione rimane vergine. Per dire: se non sopportate la pubblicità, è un’ottima occasione per farsi un giro in bagno.

Tutto gratis, sembra, no? Certo che sì.  Se la connessione non la pagate voi. Se gli spot non influenzano i vostri processi d’acquisto. E se non siete parte di quella moltitudine che, visto che ha risparmiato sul cd, si va a vedere concerti a prezzi più che raddoppiati. Altrimenti non avete smesso di pagare. Avete solo cambiato menù. “Non ci sono pasti gratis“, ricordate?


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15 responses

28 11 2007
paresseuse

ma il mio bog l’hai trovato per caso? cmq complimenti per il tuo! interessante e documentato.
elena

28 11 2007
gian

Solo una piccola precisazione per un semplice refuso: il formato dei file scaricabili da Downlovers (pessimo nome…) è WMA (Windows Media Audio) e non WAV. Anche se appena letto ho pensato che far scaricare un file WAV da 60MB invece che lo stesso compresso di soli 3Mb costringerebbe effettivamente l’utente a sorbirsi ore di reclame invece dei pochi minuti necessari per scaricare un file compresso. Con una piccola postilla, però: o l’utente viene legato alla sedia con gli occhi sbarrati tipo arancia meccanica o gli inserzionisti che pagano il brano devono essere tutti attivi nel ramo del porno…
Ad ogni modo i file sono scaricabili su mac e possono essera anche ascoltati (installando l’orrido Windows Media Player di cui faccio volentieri a meno…). Sull’ipod però te lo sogni… quasi quasi mi compro uno Zune😉

28 11 2007
rockonomics

@ elena: grazie per i complimenti! Sul tuo blog ci sono finito per caso tramite quello del tuo fidanzato, scovato tempo fa tramite un tuo articolo su Agenda Lodi. Che casino, eh?

@gian: grazie per le precisazioni! Neanche correggo i refusi in omaggio al commento del mio pusher preferito😉 Se però compri Zune, potrei ripensarci…

1 12 2007
rora

ma che splendido template!!!
congratulations!

2 12 2007
rockonomics

grazie mille!!!
perlomeno ho scelto bene. Bravo Jide!!!

4 12 2007
robida

Bel post! Ci voleva….

Non so. A me questi modelli non convincono. Ancora troppe catenuzze. Non si evince perchè si dovrebbero preferire al download illegale. A parte questioni etiche, dico. Eppoi il catalogo è spesso scarsetto.

Inoltre. Non so tu, ma mi accingo a definire il 2007 l’anno dell’inizio della fine del DRM. In Italia siamo davvero molto nei guai. Qualsiasi spunto innovativo deve scontrarsi con logiche, non solo industrali, ma anche giuridiche molto molto vincolanti e, mi dispiace dirlo, legate ad interessi non dico illegittimi, ma che favoriscono la “licenza” criminale ostacolando un ricambio vero di “dieta” mediale riguardante la musica, come lo descrivi giustamente tu.

PS: grazie per la correzione sul post su Plagio Antonacci! provvedo subito ad editare. Grande!

4 12 2007
rockonomics

Sul 2007 come inizio della fine del DRM sono d’accordo con te.
è sulla fine della fine che ho qualche dubbio.
Questi modelli non sono ne belli, ne brutti. Sono. Punto.
La domanda da porsi è: rubano mercato al file sharing o allo scaffale?

4 12 2007
robida

Giusto si.
Tralaltro la storia dei medi ci insegna che proclamare la fine di qualcosa porta quantomeno sfiga….🙂

In effetti (lo dico da abbonato di eMusic, che ha un modello sensibilmente diverso: non foss’altro che perchè a pagamento) mi sto chiedendo anche io qualcosa del genere. Risposta personale: un pò dall’uno e un pò dall’altro, ma forse con più danno per discografia.
Pagando i download poi finisce che la trasmutazione in cd fisico di quelli che mi esaltano è ostacolata.
Per modelli basati sull’adv invece forse farà (poco) più male al P2P. Nel senso che non pagando non viene inibito, ma forse supportato l’acquisto fisico in caso di entusiasmo come mezzo di appropriazione vera e propria, laddove lì se ne sperimenta una vincolata e forse fittizia.

4 12 2007
rockonomics

Mmm. Io ho una visione abbastanza radicale. Mi svegliassi tra vent’anni sarei stupito se dovessi pagare per ascoltare musica registrata.
Potrei pagare per avere un oggetto ( un vinile? un boxset con dentro di tutto?)
Potrei pagare per un’esperienza unica (un live)
Ma non per un bene che – per il suo essere, oggi, nè escludibile nè rivale – è in tutto e per tutto un bene pubblico

4 12 2007
robida

Come oggetto si.
A meno che non si riconosca al contorno (eMusic, nello specifico) un valore di servizio. Visto che la formula di pagamento lo rivela come tale.
Personalmente da “dentro” eMusic sviluppo criteri selettivi nel download e nell’acquisto che temevo di aver perso e che mi aiutano molto. (senza sottovalutare la coscienza apposto nei confronti degli artisti indipendenti…)

Per il resto concordo. L’oggettività e la performance rimarranno probabilmente il succo dell’esperienza musicale pagabile. Ne sono anch’io fermamente convinto.

Come sono convinto che l’adv sarà il fulcro dello sviluppo di servizi complementari, promozionali o, più propriamente detto, di uso secondario, dei contenuti musicali. Ma queste formule mi sembrano ancora molto imperfette e rozze.

4 12 2007
rockonomics

non conoscevo Emusic.
niente di innovativo, ma interessante, nella sua coerenza…
Gli altri in effetti sono molto più deboli e rozzi. Ma sono tutte Beta, non dimenticarlo…

24 01 2008
La rivoluzione non russa « Rockonomics

[…] –  ormai gira tutta la musica gratis in streaming. Nel frattempo We7 – di cui avevamo parlato poco tempo fa – ha finito la sua fase da start up ed è stata pesantemente ricapitalizzata per permetterle di […]

27 05 2008
beppe

beh sicuramente su Downlovers si può trovare tanta musica, e poi anche solo il servizio di community di musica è straordinario!

29 10 2008
La nuova discografia creativa/9 - Uplovers « Rockonomics

[…] si parla di una realtà italianissima, Uplovers. Spin-off dell’italianissimo Downlovers, sito che – in estrema sintesi – permette di scaricare qualunque canzone  in cambio della visione di uno […]

6 01 2009
mariuccio

il sito è bellissimo e la qualità dei file ottima
Hanno anche lanciato la community di

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