La nuova discografia creativa/2 – Sellaband

20 11 2007

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Il mio amico Max – che di musica se ne intende e ci campa- crede che il futuro della discografia saranno i mecenati. In altre parole, se stimi un artista e vuoi che componga nuovi brani,  devi prima investirci dei quattrini. Fare cioè quel che fanno oggi le case discografiche, senza però essere una casa discografica. Direte voi: ma se non sono un miliardario, come faccio? Ottima domanda. A cui da risposta un progetto nato in Olanda lo scorso anno. Si chiama Sellaband e il suo motto –  “la casa discografica sei tu” – dice tutto. Funziona così: da una parte c’è l’artista o la band senza etichetta. Si iscrivono a Sellaband e mettono online alcuni loro brani. Dall’altra parte ci sono i believer, potenziali piccoli investitori della tua musica. Un believer può investire su una band partendo da una base di 10 Dollari. Quando la band arriva a raccolgiere $50.000, i soldi escono dalle carte di credito dei believer e vanno a finanziare la registrazione, la promozione e la distribuzione del cd. Fino a quel momento, i believer possono spostare e anche riprendersi i soldi investiti. La band e i suoi believer possono promuoversi  tra gli amici su Myspace o sugli altri siti di social network. I vantaggi per la band sono molteplici: promuovono la loro musica dentro un potentissimo aggregatore; acquisiscono contemporaneamente risorse e reputazione; si creano uno zoccolo duro di fan che verrà buono anche dopo. Anche quello dei believer è un investimento: ognuno di loro riceve delle royalties sugli spazi pubblicitari nella pagina dei propri artisti, sui loro brani scaricati dal sito e sui loro cd che riesce a piazzare nel suo personale spazio di vendita su Sellaband.

Oggi a Sellaband sono iscritti 5782 artisti, tra cui 11 che hanno già raggiunto il traguardo dei $50.000. Non solo: è notizia di ieri che Sellaband ha siglato un accordo con “The orchard” società leader mondiale nell’intermediazione digitale e nell’aggregazione di contenuti musicali sul web, che si occuperà della promozione e della distribuzione su tutte le piattaforme del mondo degli artisti Sellaband. “Si tratta di un social networking con un vero valore aggiunto”, ha spiegato il presidente e ad della società americana Greg Scholl, “una partnership eccitante tra fan e artisti che remunera questi ultimi e conferisce potere ai consumatori”.


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12 responses

20 11 2007
angela

max è anche amico mio e me ne vanto

20 11 2007
Gian

Una domanda sorge però spontanea: ma poi la promozione chi la segue (a livello strategico, intendo). Cioè l’idea di base mi pare ottima, ma io che sono un biliever investo i miei soldini e poi lascio che siano altri o the orchard a decidere cosa farne?
Secondo me la band o chi per essa dovrebbe fornire oltre ai brani un accurato business plan in cui si specifica chiaramente come verranno investiti i 50K, nonchè posizionamento strategico, break-even, ROI ecc. Tutte cose che ora fa o dovrebbe fare la casa discografica… per questo penso che l’avventura non abbia molte possibilità… spero però di sbagliare, eh…
ps. max è amico mio da moooolto prima di voi, quindi nella gara dell’amicizia vinco io! ;-P

20 11 2007
rockonomics

Caro il mio gian, hai centrato in pieno la mia perplessità. Cioè: quel che vuol fare Sellaband somiglia tremendamente (anzi, è) venture capitalism. Io investo su una band. Su due. Su tre. Ma se poi non mi tornano i dindi? Nessuno investe più e affanculo i believer.
Credo che l’accordo con Orchard vada in quella direzione, del resto: esternalizzare funzioni a strutture iper-specializzate.
Ma senza un management affidabile, credo che Sellaband rimarrà quel che è ora: un fantasioso e creativo tentativo

ps: siamo tutti amici! volemose bbbbene😉

20 11 2007
il vile

Ehi, bello sto blog! anche stavolta abbiamo toccato lo stesso argomento. link d’obbligo.

un salutone

E.

20 11 2007
rockonomics

Grazie mille! Come vedi qua a fianco il link è ricambiato!
Ciao😉

21 11 2007
Vladi

Francesco (e gli altri lettori/commentatori di Rockonomics): avete letto la sfuriata di Jermaine Dupri contro Itunes?
La trovate qui: http://tinyurl.com/25poyc
Vi riporto solo due frasi, secondo me c’e’ carne a sufficienza per tre o quattro post. Mi pare un ragionamento un po’ sfocato e, come dire, outdated. Giudicate voi.

We let the consumer have too much of what they want, too soon, and we hurt ourselves.
At what point does any business care when a consumer complains about the money? Why do people not care how we – the people who make music – eat?

21 11 2007
rockonomics

Dupri dice: “perchè la gente non si chiede come mangiamo noi che facciamo musica?”. Che è, per l’appunto, come dire: “Come facciamo a far sì che la gente sia interessata al musicista e non solo alla musica?”
La risposta è dando loro – alla gente – un’esperienza, una remunerazione ideale e tangibile più forte del “compro il cd-ascolto il cd-uau il cd”. I Radiohead ci hanno provato dando al consumatore la possibiltà di scegliere quanto vale il cd. Sellaband creando un mercato ristretto di piccoli capitalisti di ventura, altrimenti detti believer…
In effetti, dove il consumatore diventa consum-attore (perdona il gioco di parole) qualche soldo gira…

22 11 2007
PIE

Leggendo i commenti mi è venuto in mente uno scenario futuro da raccapriccio. Per attirare il consumatore verso l’artista e non verso il prodotto in se, mi immagino un grande fratello della musica, dove gli artisti, per morbosità, verranno spiati in ogni singolo momento della giornata, dalla sala di registrazione a quando vanno a far la spesa… Una specie di The Osbourne ma 24h/24 e per tutti, non solo per i big.
Brivido.(Soprattutto se penso al canale dedicato a Gigi D’Alessio…).

22 11 2007
rockonomics

Credo anch’io che lo scenario che descrivi sia da brivido. Ma lo trovo un po’ esagerato ed estremo nelle conseguenze…
Spostare l’interesse sull’artista e non sull’arte in sè permette che si remuneri un lavoro invece che un bene (bene che oggi viene ritenuto, a ragione o torto, gratuito). Credo che vi siano forme meno invasive e più remunerative per raggiungere questo scopo. E credo anche che ci sia (ancora) un’etica…

13 12 2007
La nuova discografia creativa/4 - Slicethepie « Rockonomics

[…] registrare il cd, come in Sellaband, le band, attraverso i fan, dovranno raccogliere 15.000 pound (in Sellaband la soglia è più alta: 50.000 Dollari) La cosa più interessante è che, parallelamente a questa […]

6 01 2008
L’anno che verrà « Rockonomics

[…] degli artisti prodotti da Sellaband, start up di punta della nuova discografia creativa, di cui si è già detto da queste parti; o MySpace che ha messo in piedi Earwig TV, una specie di MTV online per promuovere le migliori […]

30 01 2008
mwpo

Ciao a tutti, leggevo con attenzione il blog ed i relativi commenti….. di sicuro la gara di amicizia la perdo io, visto che sono decisamente uno sconosciuto per tutti voi… cmq ci tenevo a dire che sono molto d’accordo con Gian!!!
Di sicuro sellaband è un qualcosa di veramente innovativo e credo che possa funzionare…certo, di lati poco chiari ce ne sono : chi cura la promozione del disco?? Chi si occupa della distribuzione?? ecc…
Io pero’ in sellaband ci vedo anche altro….Immaginate una vetrina migliore di sellaband per farsi conoscere??? ricordiamoci conto che sellaband è un social network quindi è molto legato a myspace, facebook eccetera, e quando si è conosciuti io credo che sia molto piu’ facile trovare qualcuno che ti produce no??? Specialmente se hai gia’ riscontrato un discreto successo!!! Totalmente diverso è invece, a mio avviso, il futuro di wezimple. Qui stiamo parlando di produrre musica a qualsiasi livello (semplicemente per divertimento o a pagamento) con l’opportunità di lavorare con persone geograficamente irrangiungibili o che non avresti mai conosciuto!!!! Puoi con un solo account essere sia musicista che produttore e questo mi sembra molto figo!!! Essendo un progetto che forse non conoscete vi lascio il link:
http://www.wezimple.com
Io da musicista quale sono trovo che wezimple sia davvero qualcosa di geniale ed innovativo, e quale posto migliore per parlarnese non qui??? E’ o non è questo il blog in cui si parla di rock e di economia????

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