
Potrei metterla giu così. Che mi sono sposato, che quindi dovevo organizzare il matrimonio, che dopo, giustamente, mi spettava un sacrosanto viaggio di nozze e infine che c’era il jet lag, il lavoro arretrato, un riposino sabbatico. E che, in fondo, il blog è l’ultimo vagone del treno che riparte: niente contratti, niente scadenze, niente stipendio.
Tutto vero. Ma anche. Tendo a impigrirmi. Mi annoio in fretta dei miei giocattoli. Basta un po’ di sarcasmo o qualcuno che tende a smontarmi – anche solo con l’ottima intenzione di farmi tornare sulla terra – che tendo ad essere il primo smantellatore del mio entusiasmo. E’ così che rockonomics, la rivoluzione discografica e tutto il resto, da prodromi di una più ampia rivoluzione economica sono diventate banali stronzate. Perlomeno, nella mia testa.
Poi tocco il fondo e mi rialzo. Passo qualche serata ad aggiornarmi nel mio andreottiano archivio di fonti. Prendo appunti. Faccio come con le piante del mio balcone. Che me ne dimentico per un po’ e dopo qualche giorno (meglio, settimana) vedo se sono morte o se sono cresciute da sole. E’ finita la rivoluzione? E’ successo di tutto mentre ero via?
No a entrambe le domande. In questi due mesi – notate come sono elegante: potrei riciclare come novità un sacco di cose e invece ve le do in pasto tutte assieme – è successo che:
1) Nessun nuovo artista o band è entrato nel novero dei rivoluzionari. Si è parlato dei Metallica come di una band che “ci stava pensando” (ma non ci crede nessuno). O di Tori Amos che ha lasciato la Sony Bmg (o meglio, la Epic Records), è attualmente senza etichetta e sai mai. Voci, comunque. L’impressione è che nel mainstream musicale (o pseudotale) ci sia una sostanziale calma piatta. Se si eccettuano, ovviamente, i soliti. I Nine Inch Nails, tanto per dire, hanno messo gratuitamente a disposizione dei fan il loro nuovo album “The Slip”.
2) Nel frattempo Slicethepie, dalla sua nascita, ha già finanziato quattordici album, di cui ben 5 nel solo 2008 (più due a cui mancano veramente pochi soldi per arrivare ai fatidici 15.000 £ di raccolta tra i fan. Non male, no? E dire che ci eravamo esaltati quando ce l’avevano fatta i The Alps…
3) Indovinate un po’? Forse Qtrax non è una bufala. Forse. Nel senso che il free and legal download è ancora un’utopia. Ma pare che i nostri eroi siano effettivamente riusciti a siglare accordi con tre delle quattro major (manca la EMI) e con la mammasantissima delle indie rock Beggars Banquet Records, quella che, per intenerci, ha in mano Matador, 4AD, Rough Trade e XL.
4) Si fa un gran parlare di Muxtape. Pare che ai blogger faccia impazzire questa riproposizione online di quella che in italiano veniva comunemente chiamata “la cassettina”. Un giochino interessante non c’è che dire. Ma faccio fatica a coglierne la benchè minima implicazione commerciale o business oriented. Ecco, forse è per questo che fa impazzire i blogger…
ehilà!
auguri per il tuo matrimonio!
grazie mille! bentornato da queste parti!
Fra
uella!!!
ben tornato!
congratulazioni per il matrimonio!
anche io mi son sposato da poco
tra poco metto on-line il mio disco, mi annovererai tra i “rivoluzionari”?
ehehe….
ciuz.
Buldra.
potrei aprire una sezione per i rivoluzionari italiani. e tu saresti il primo
Ciao!
Fra
Le piante sul balcone, come forse saprai, non fanno la rivoluzione. Bentornato, di rockonomics si sentiva proprio la mancanza.
quel che dici fa molto piacere: a me e alle piante sul mio balcone
Saluti!!
Sono tanto contento di poterti leggere ancora. Dico davvero.
Chiaramente mi unisco ai complimenti e agli auguri per il recente matrimonio.
Sul lato “rivoluzionario” hai ragione, niente di nuovo, anzi le notizia dei Metallica mi fa quasi pensare che il “rivoluzionario” stia diventando “ordinario” (scusami il gioco di parole) , quindi dobbiamo sperare in altre iniziative.
Nel frattempo ti segnalo che alcune major hanno alzato i ppd di alcuni dischi nuovi. A volte sono variazioni impercettibili a volte un po’ più consistenti. il bello è che quando chiedi spiegazione di ciò ti ritrovi a sentire risposte del tipo:
1. è il costo del packaging,
2. il prezzo è imposto da Londra (???)
o ancora:
non è un nostro artista è un distribuito ( e allora?)
Ultimamente sto leggendo un libro intitolato “Il futuro del management” (Etas libri) , è molto bello e pieno di spunti interessanti (sullo stile di “Senza Leader”), mi fà venir voglia di portare avanti alcuni progetti sui quali sto lavorando, poi incontro il management delle case discografiche e mi metto a piangere.
Cheers
senza leader fa parte delle cose lasciate a metà. ora sto leggendo il “cigno nero” (molto bello!), ma mi prometto di riprendere in mano la “stella marina”.
Il futuro del management è appena finito nel mio carrello di IBS.
Grazie per i complimenti!
Fra
ps:riguardo ai tuoi progetti, ricorda che i semi nuovi si piantano su terreni fertili, non in lande aride e deserte (in sti giorni sono in vena di metafore agresti…)
prima di me ci sono gli “yuppie flu” http://www.yuppieflu.net/
mi han battuto sul tempo!
Buldra.
Azz. Questa me l’ero persa.
Hai dato un’occhiata a “La Stampa ” di sabato?
C’è un articolo su Muxtape con un inultile intervista a Albertino.
Se sei interessato lo scannerizzo e te lo mando.
buona giornata
Se me lo recuperi mi fai un piacere!
Grazie mille e buona giornata anche a te!
Ciao!
Io ci sono passato l’anno scorso a Luglio. Matrimonio, impigrimento , etc etc…
Dalle tematiche del blog al modo indolente di affrontare la vita, ma siamo gemelli separati dalla nascita ?!?!?!? Urge collaborazione
))
aggiungerei pure il nome di battesimo
Beh, a questo punto che collaborazione sia!!!
A presto
Fra