I prezzi dinamici di Amie Street

27 02 2008

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Chiedere un offerta libera agli utenti e discriminare l’offerta in low cost e deluxe non sono le uniche vie per rendere i prezzi dinamici al variare della domanda. Anzi, a dirla tutta, presentano diverse turbative. Il modello del “paga quanto vuoi” incentiva comportamenti opportunistici che vanno a discapito dell’artista. E il modello della discriminazione dell’offerta - gratis la musica, a pagamento tutto il resto - incentiva comportamenti opportunistici dal lato dell’offerta. I biglietti dei concerti a 60 Euro ne sono la testimonianza più tangibile.

Amie Street è un negozietto online che rifugge da entrambi gli opportunismi. Il primo prezzo di qualunque canzone messa in vendita sul sito è zero. Gratis. E aumenta di qualche centesimo di dollaro ogni volta che viene acquistata, sino a che non raggiunge la quota limite di 98 Cents (faccio notare: 1 Centesimo in meno che su Itunes). Da manuale: cresce la domanda, cresce il prezzo. Non solo: Amie Street è anche un social network per amanti di nuova musica. Ogni band, che abbia un’etichetta o meno, può caricare i suoi brani. In mezzo a tanta roba conosciuta, quindi, ce n’è molta assolutamente sconosciuta. Ancora: se un utente acquista un brano e gli piace, può recensirlo e raccomandarlo. Chi lo fa, acquisisce il diritto a scaricare gratuitamente una canzone. Dimenticavo: tutte le canzoni sono senza drm.

Difetti? Uno solo. Che moltissimi tra i brani e gli album sono “Us only”. Questo a causa di accordi con le etichette che danno ad Amie Street il diritto di vendere e regalare la loro musica solo nel (loro) territorio nazionale. Valli a capire…


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2 risposte a “I prezzi dinamici di Amie Street”

29 02 2008
Alfredo (15:12:57) :

E’ vero, Amie street rappresenta un modello interessantissimo. E pensare che la hanno inventata tre ragazzi nel periodo universitario….

29 02 2008
rockonomics (15:54:21) :

Un po’ come Shawn Fanning con Napster…
Ciao!

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